Thank you, Professor Snape - Author: Pinkpanther - G - General - Prof. Snape receives a letter that thanks him for being an inspiration. Sweet little ficlet, no romance - Tradotto da Farlaghan e Cuccussétte - Per tutti - Gererico e breve, niente romanticherie - Snape riceve una lettera di ringraziamento.
Qui l'Originale: http://www.fanfiction.net/read.php?storyid=1069721&chapter=2
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Oggi è stata una giornata dura. Gli studenti sono stati irritanti come al solito e come al solito sono stati alleggeriti del consueto numero di punti. Il Professor Snape si strofinò forte la fronte mentre sedeva al tavolo per la cena. Ancora, doveva pulire lo scempio di un calderone esploso. E ancora, aveva salvato gli studenti da una morte precoce a causa della loro mancanza di concentrazione e incapacità di eseguire semplici istruzioni. Quanto gli ci sarebbe voluto per far capire che una tazza di veleno di serpente a sonagli non era uguale a due e mezzo? Soprattutto quando poi c'erano enormi lettere rosse a fondo della pagina che avvertono < importante, per nessun motivo cambiare la quantità delle dosi.> E dopo tutto questo, avevano ancora la faccia di bronzo di dire, "Ma Professore…" Era abbastanza da fare impazzire chiunque. Un suono di ali battute fece guardare a tutti in alto. Un gufo solitario era volato dentro con una lettera legata alla zampa. Ciascuno lo indicò e tutti gli studenti presero a chiacchierare. Dopo tutto, la posta di solito arrivava con la colazione, ed era raro che un genitore usasse un gufo espresso che potesse consegnare a qualsiasi ora del giorno. Alcuni lo guardarono con espressioni preoccupate, altri con paura manifesta. E se fossero state cattive notizie? Invece, zampettò e zampettò, avvicinandosi al tavolo de Preside. Oh, no, pensò Snape. Sembra la lettera per - Plop - per me, finì Snape. Gli cadde precisa in grembo. Immediatamente, tutti gli studenti lo fissarono. Scoccò loro un'occhiataccia e si alzò. "La leggerò in privato nelle mie stanze. Vi prego di scusarmi," questo, diretto a Dumbledore.
"Ma certo. Appena il Professor Snape fu uscito dalla porta, sentì i sussurri di due studenti che dicevano "Mi chiedo cosa è."
"Non lo so ma spero sia qualcosa di brutto. Nulla di bello può venire per lui. E perché dovrebbe? Non ha mai fatto nulla - "
Snape lasciò il Salone. Entrò nelle sue stanze, e sedette allo scrittoio spartano; scrutò apprensivo la lettera . fece scorrere un rapido incantesimo di controllo per scoprire eventuali maledizioni che potevano essere state attaccate. Non trovandone, l'aprì e lesse il contenuto.

Professor S. Snape, Scuola di Magia e Stregoneria di Hogwarts
Caro Professor Snape,
scrivo questa lettera per ringraziarti. La scorsa notte, al Galà della Società di Ricerca e Sviluppo delle Pozioni, sono stata ricompensata con due grandi onori; il grado di dottorato in Analista di Pozioni, e il Premio Calderone di Cristallo per la tesi di dottorato più utile a beneficio della gente stregonesca. Mi sono anche meritata un posto come capo ricercatrice ai laboratori dell' ISPRD, con inizio immediato. Perché ti dico tutte queste cose? Anni fa, quando ero una studentessa del Primo anno di Hogwarts, ci facesti un discorso introdutttivo sulla "sottile sdienza ed arte esatta del mescere pozioni." Tornando ad allora, noi tutti di undici anni eravamo troppo giovani per comprendere. Lo ammetto, Professore, anche io, dedita Corvonero, ho sghignazzato e scherzato alle tue lezioni. E ammetterò anche di essermi arrabbiata, quando mi hai rimproverato per non aver ottenuto la pozione esatta. Ma tutto questo è cambiato quando sono stata al quarto anno. Forse non lo ricordi, ma quell'incidente è stata la chiave di volta della mia vita. Quel giorno, una delle più giovani studentesse senza saperlo mangiò delle noccioline, qualcosa a cui era mortalmente allergica. Stavo parlando con Madama Pomfrey quando tu la portasti in Infermeria. Poi te ne corresti nel tuo ufficio, di nuovo. Pensavo che tu eri stato crudele e senza cuore, abbandonando una piccola di undici anni. Madama Pomfrey ed io ce la mettemmo tutta per tenerla in vita, ma la perdemmo quasi quando prese a gonfiare e a respirare affannata. Poi, tornasti con un calice fumante. Cacciasti il liquido giù per la gola della ragazzina e all'istante lei smise di soffocare. Ci lasciasti non appena fosti certo che lei stava meglio. Prima di allora, non ero certa di quello che volevo fare della mia vita. Avevo pensato a questo e a quello, a finire al ministero o a lavorare in un Archivio. Quel giorno, però, quello a cui avevo assistito cambiò la mia vita. Seppi che qualsiasi cosa avessi fatto, avrebbe avuto a che fare con le Pozion. Pure io volevo l'abilità di aiutare subito la gente, alleviarne i dolori e le sofferenze. Allora perché non sono diventata una medistrega? Ci pensai ma poi mi dissi che amavo la fredda nitida logica che era la chiave per qualsiasi Pozione. Inoltre volevo raggiungere ed aiutare quanta più gente, e creare qualcosa che potesse aiutare gli altri anche oltre il tempo della mia vita. Adesso che avevo una vera meta da raggiungere, mi immersi negli studi di Pozioni. Seguii ogni nuovo sviluppo che era segnalato nei periodici accademici di pozioni, e riprodussi gli esperimenti visti per conto mio, per vedere cosa ne usciva. Guardandomi indietro, adesso mi rendo conto di come il cattivo carattere che mostravi davvero sgorgava dalla frustrazione di non essere capace di condividere la bellezza di quell'arte con nessuno degli studenti che non sapevano apprezzare. Non avevo capito fino ad ora, che il tuo sgridare e minacciare erano per il nostro proprio bene, e che per quello, noi tutti lavoravamo più duramente nella tua materia rispetto alle altre e così imparammo assai di più. Sei stato la mia ispirazione, Professor Snape. Dove sono adesso, lo devo a te. Ogni apprezzamento, ogni riconoscimento che ho ricevuto è tutto grazie al tuo insegnamento di quando ero tua studentessa. Cosa altro potrei dire?
Con sinceri ringraziamenti e gratitudine,
Isabelle de Wynter, P.D.
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Snape alzò lo sguardo dalla lettera era un conforto sapere che, oltre a Dumbledore, c'era una non Serpeverde e che non lo odiava. Sì, questa era la prima lettera, che esprimesse apprezzamento per quello che aveva fatto. Si alzò, ripose il messaggio con cura in una piccola scatola di legno e per sicurezza la chiuse con due mandate. Dopo tutto, anche un professore Serpeverde poteva usare un po' di gentilezza, qualche volta.
FINE
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